I Genitali Maschili E I Loro Problemi

da | Mar 15, 2023

Anatomia

testicoli sono organi pari e simmetrici di circa 20 grammi di peso, delle dimensioni di una grossa noce, posti in una borsa cutanea dalla superficie rugosa, ricoperta di peli, detta scroto.
Sopra ciascun testicolo, posizionato come un elmo, c’è l’epididimo, della lunghezza di circa 5 cm. All’estremità più sottile dell’epididimo fuoriesce il dotto deferente che, passando nel canale inguinale, penetra all’interno dell’addome. I dotti deferenti, della lunghezza di circa 40 cm e del diametro di circa 2 mm, si dirigono verso l’alto fino a sboccare nella prostata. Prima di penetrare nella prostata, ricevono la secrezione di due piccoli organi, di 5-6 cm di lunghezza e 5 mm di spessore: le vescicole seminali.

La prostata è un organo unico dalla forma e dalle dimensioni di una grossa castagna, posta immediatamente al di sotto della vescica, e davanti alla parete del retto; avvolge quindi la prima parte dell’uretra, cioè il canale attraverso il quale l’urina viene espulsa dalla vescica. Il dotto deferente si congiunge con la vescicola seminale all’ingresso della prostata, e da qui in poi, nel tratto in cui attraversa la prostata e si getta nell’uretra, viene denominato canale eiaculatore. La prostata riversa la sua secrezione nell’uretra attraverso aperture multiple situate attorno allo sbocco dei canali eiaculatori.

Subito al di sotto della prostata vi sono inoltre due piccole ghiandole, dette ghiandole di Cowper, il cui canale escretore si getta anch’esso nell’uretra, che contribuiscono con la loro secrezione alla composizione del liquido seminale.
Attraverso l’uretra perciò passa sia l’urina, proveniente dalla vescica, che il liquido seminale prodotto da testicoli, epididimi, vescicole seminali, prostata e ghiandole di Cowper. L’uretra fuoriesce quindi dalla cavità addominale e percorre il pene; viene quindi anatomicamente divisa in due parti: uretra addominale e uretra peniena.

Il pene è un organo di dimensioni variabili da individuo a individuo, da 5-15 cm a riposo, a 8-30 in erezione. È percorso nella sua parte centrale dall’uretra. L’uretra è avvolta da due strutture spugnose simmetriche (corpi spugnosi), a loro volta rivestite da due bande verticali, , dette corpi cavernosi.

I corpi spugnosi terminano in un rigonfiamento detto glande. Queste tre strutture sono in grado di riempirsi di sangue e di consentire quindi l’erezione La cute scorre sopra i corpi cavernosi, e nella parte in cui ricopre il glande viene detta prepuzio. La piega tra glande e prepuzio è denominata solco balano-prepuziale. L’uretra sbocca al centro del glande tramite un foro detto meato uretrale, nella cui parte inferiore una membrana fibrosa, il frenulo, lo collega al prepuzio.

Funzioni

Produzione ormonale
L’ormone maschile prodotto dai testicoli è essenzialmente il testosterone, ma la funzione ormonale dei testicoli è sotto il controllo di una ghiandola situata alla base del cervello, l’ipofisi, che a sua volta è regolata da una zona del cervello detta ipotalamo. Il testosterone conferisce al maschio le caratteristiche sessuali secondarie che lo differenziano dalla femmina: diversa distribuzione dei peli, voce più profonda, maggiore massa muscolare, maggiore aggressività, oltre a determinare la produzione degli spermatozoi e a stimolare il desiderio sessuale.
La produzione di testosterone aumenta in modo decisivo alla pubertà, determinando le prime emissioni di liquido seminale anche al di fuori della masturbazione e del rapporto sessuale (polluzioni).

Produzione di spermatozoi
L’altra funzione dei testicoli, anch’essa determinata dagli ormoni prodotti dai testicoli stessi e dall’ipofisi, è la produzione di spermatozoi, con una serie di differenziazioni cellulari che iniziano nel periodo embrionale. Dopo la pubertà, nel testicolo sono presenti delle cellule sessuali (spermatidi) che vanno progressivamente incontro alla differenziazione finale che li porterà a diventare spermatozoi maturi. Uno spermatide impiega circa 3 mesi nel testicolo a diventare spermatozoo, e compie gli ultimi stadi della sua differenziazione nell’epididimo, nel dotto deferente, nell’uretra e infine nelle vie genitali femminili.
Lo spermatozoo è formato da una testa e da una coda; la coda con i suoi movimenti guizzanti gli garantisce la mobilità lungo le vie spermatiche e nei genitali femminili. Il tutto è simile, per forma e tipo di movimento, ad un girino, ma le dimensioni sono estremamente più piccole, in tutto 45 μm, cioè 45 millesimi di millimetro. Gli spermatozoi quindi, per arrivare a fecondare l’ovulo, compiono una strada enorme in rapporto alle loro dimensioni: il dotto deferente, l’uretra maschile, la vagina, la cavità uterina e parte della tuba femminile. In questo loro percorso vengono agevolati, stimolati e nutriti dal liquido prodotto da epididimo, vescicole seminali, prostata, ghiandole di Cowper e secrezione dei genitali femminili.
Il liquido seminale che viene prodotto durante l’eiaculazione contiene milioni di spermatozoi, anche se solo uno di essi feconda la cellula uovo femminile. Per ogni millilitro di sperma, ci sono da 20 a 150 milioni di spermatozoi, e il volume medio di un’eiaculazione è di 3-5 ml.
Lo spermatozoo ha un corredo cromosomico dimezzato rispetto alle altre cellule del corpo, quindi ha 23 cromosomi. Unendosi alla cellula uovo, anch’essa contenente 23 cromosomi, si forma una cellula con 46 cromosomi, cioè il patrimonio cromosomico completo; da queste cellula fecondata origineranno tutte le altre cellule del corpo, con metà cromosomi di origine paterna e metà di origine materna.

Rapporto sessuale
Sotto l’influsso degli ormoni maschili e di stimoli di natura nervosa e psicologica, si verifica l’erezione: i corpi spugnosi e cavernosi si riempiono di sangue, e la presenza di strutture valvolari ne impedisce il deflusso, determinando aumento delle dimensioni e indurimento del pene.
Al culmine dell’eccitazione sessuale si verifica l’eiaculazione, cioè l’emissione di liquido seminale dall’uretra, accompagnata da un’intensa sensazione di piacere (orgasmo). Il liquido seminale viene espulso dal meato uretrale a getto, grazie a movimenti di contrazione e spremitura delle vie spermatiche. Quando il pene è eretto, l’emissione di urina nell’uretra non è possibile a causa della chiusura del sistema muscolare posto tra vescica e uretra.

Igiene e prevenzione

L’igiene maschile è importante non solo dal punto di vista “cosmetico”, ma anche perché la rimozione con il lavaggio delle secrezioni che si raccolgono tra glande e prepuzio costituisce il primo baluardo per la prevenzione di infezioni che potrebbero portare a conseguenze anche serie.
E costituisce anche un atto d’amore e di rispetto per la partner, perché nel caso di alcune infezioni il maschio, pur non avendo sintomi e conseguenze, si comporta come portatore sano, trasmettendo i microrganismi alla propria partner, nella quale l’infezione può invece causare disturbi.

Una corretta igiene consiste nel lavare i genitali con un detergente a pH neutro o leggermente acido, al mattino e alla sera e dopo i rapporti sessuali, scoprendo il glande dal prepuzio, per rimuovere le secrezioni che si raccolgono nel solco balano-prepuziale.
Oltre all’igiene, il sistema migliore per evitare le malattie a trasmissione sessuale è l’uso del preservativo, che naturalmente va indossato dall’inizio alla fine del rapporto. L’uso del preservativo è di capitale importanza quando si fa sesso con più partner, o quando si cambia spesso partner, perché il rischio di infezioni aumenta con l’aumentare del numero di partner. Per quanto riguarda i rapporti anali, si dovrebbe invece usare il preservativo sempre, anche se si è monogami, perché nel retto c’è una flora microbica estremamente abbondante.

Oltre al pene, bisogna lavare anche lo scroto, che essendo una zona ricca di peli e ghiandole sebacee va incontro ad una sudorazione di odore sgradevole. Durante il lavaggio inoltre è possibile accorgersi di modificazioni della forma e del volume dei testicoli, che potrebbero essere la spia di malattie anche serie (tumore del testicolo).

Le patologie più frequenti

Infezioni a trasmissione sessuale
Pidocchi del pube
I pidocchi del pube (volgarmente chiamati piattole) si trasmettono con il contatto diretto con persone infette, oppure attraverso l’uso di biancheria o oggetti contaminati. Il pidocchio è un parassita che si riproduce nelle zone pelose. Si possono vedere tra i peli i pidocchi stessi, che si muovono, sono neri, grossi 1-2 mm, oppure le loro uova attaccate al fusto del pelo. La terapia è semplice, con antiparassitari per via locale.

Candida
La Candida è un fungo che vive normalmente nell’intestino, dal quale, per semplice vicinanza, può colonizzare i genitali esterni. Il maschio può contrarre l’infezione dalla femmina, oppure può svilupparla autonomamente. È particolarmente frequente dopo terapie antibiotiche o in soggetti diabetici. Si manifesta con rossore, bruciore, prurito; possono esserci dei puntolini bianchi sul glande o escoriazioni della cute. La terapia può essere per via locale e/o orale. Se la partner haun’infezione da candida, il medico può decidere di trattare anche il maschio, che spesso è portatore sano, per evitare recidive dell’infezione nella donna (effetto ping-pong).

Trichomonas
Si tratta di un’infezione parassitaria, che nel maschio può dare sintomi come bruciore, prurito o secrezione giallastra dall’uretra. Spesso però viene riscontrata nella femmina, e il maschio viene trattato perché è probabile che sia un portatore sano, dato che la trasmissione è prevalentemente sessuale. La terapia è con antibiotici per via orale.

Clamidia e micoplasma
Si tratta di infezioni a trasmissione sessuale causate da batteri. Possono decorrere, come nella donna, in modo subdolo, cioè con sintomi scarsi o assenti. Se non vengono diagnosticate e curate, possono danneggiare le vie spermatiche, potendo causare, come nella donna, problemi di infertilità. Il sintomo principale è la disuria, cioè la presenza di disturbi urinari: minzione frequente, bruciore a urinare. Per il trattamento si usano antibiotici.

HPV
L’HPV è un virus a trasmissione sessuale, il papilloma virus.
Alcuni ceppi di HPV possono causare, sia nella femmina che nel maschio, delle lesioni genitali simili a verruche, dette condilomi acuminati. Sono molto infettivi, e si possono eliminare con l’applicazione di preparati locali oppure distruggendole con la diatermocoagulazione (bruciatura) o con il laser.
Altri ceppi di HPV hanno invece la potenzialità di causare nella femmina delle alterazioni tumorali delle cellule del collo dell’utero, benché ciò accada solo ad una piccola percentuale delle donne infettate dal virus, mentre nel maschio, che pure è portatore dell’infezione, non danno alcuna lesione.

Herpes genitale
La malattia si manifesta con la comparsa di vescicole dolorose, che si rompono e formano delle ulcere. Come l’herpes labiale, anche l’herpes genitale può tornare a distanza di tempo più o meno breve, perché il virus non viene mai eliminato dal sistema immunitario per la sua particolarità di rifugiarsi, in stato latente, nelle cellule delle ghiandole linfatiche.
La terapia si basa su farmaci antivirali, per via locale o per bocca.

Sifilide
Si tratta di una malattia batterica a trasmissione sessuale che in passato ha mietuto molte vittime, ma che è ora stata praticamente debellata dalla terapia antibiotica, diventando nel nostro paese abbastanza rara, anche se negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dei nuovi casi.
Il contagio avviene per contatto con una persona affetta; compare dapprima una lesione non dolorosa sui genitali, poi il microbo entra nel sangue e comincia a diffondersi nei tessuti, cosicché un tempo poteva causare la morte per le lesioni che causava a organi come cuore e sistema nervoso. Come già detto, la terapia antibiotica è sempre risolutiva, e attualmente non si verificano più lesioni gravi a causa della sifilide.

Gonorrea
Anche la gonorrea (o blenorragia), diffusissima in passato, è oggi come la sifilide, piuttosto rara. Nel maschio causa intenso bruciore ad urinare e secrezione di pus dall’uretra (scolo).
Anche in questo caso la terapia antibiotica è rapidamente risolutiva.

HIV (AIDS)
È una malattia virale che si trasmette, oltre che per via sessuale, anche attraverso contatto con sangue infetto. Il virus non dà lesioni ai genitali, ma colpisce le cellule del sistema immunitario, causando una riduzione delle difese immunitarie che può portare alla morte il soggetto colpito. Dopo essere stata infettata dal virus, una quota significativa di soggetti non sviluppa la malattia ma ospita il virus nel suo corpo, comportandosi quindi come portatori sani, in grado di trasmetterel’infezione.
Nei paesi ricchi la mortalità per HIV è in diminuzione, grazie all’uso di potenti cocktail farmacologici, che tuttavia non sono ancora in grado di guarire l’infezione. Invece nei paesi poveri, soprattutto in Africa, dove i malati non possono permettersi i costosi farmaci antivirali, la malattia continua a causare mortalità significativa.

Varicocele
Il varicocele è causato da una dilatazione delle vene del funicolo spermatico, cioè il canale in cui decorre il dotto deferente, avvolto da arterie, vene e fibre nervose. La dilatazione può essere apprezzata alla palpazione come un ingrossamento dello scroto, e può essere meglio precisata attraverso l’ecografia.
Spesso il varicocele non dà alcun disturbo, mentre a volte può dare lieve dolore o senso di peso. Il varicocele può essere associato ad alterazioni del liquido seminale, con riduzione del numero degli spermatozoi e della loro mobilità, e conseguente diminuzione della fertilità. Secondo alcuni studi, il varicocele è presente nel 2% di tutti gli uomini, ma nel 9-20% di quelli con problemi di infertilità.

Il varicocele può causare sterilità perché la dilatazione venosa determina un aumento della temperatura dello scroto, che influisce negativamente sulla produzione di spermatozoi.
La terapia chirurgica del varicocele, se attuata abbastanza precocemente, può migliorare la qualità del liquido seminale. Un varicocele diagnosticato precocemente e trattato con un semplice intervento può avere un importante riflesso sulla vita futura. Ne deriva che un controllo dei testicoli da parte del medico curante o dello specialista sarebbe consigliabile ad ogni ragazzo intorno ai 18- 20 anni.

Torsione del testicolo
La torsione del testicolo è in effetti la torsione del funicolo spermatico, cioè il cordone contenente il dotto deferente, le arterie, le vene e le strutture nervose. Si manifesta con dolore intenso ad un lato dello scroto, e in seguito gonfiore ed arrossamento. È importante, se si verificano questi sintomi, recarsi subito in ospedale, perché l’intervento chirurgico urgente in pratica “salva” il testicolo dalla necrosi (morte dei tessuti).

Frenulo breve
Come visto precedentemente, il frenulo è una membrana che, partendo dallo sbocco dell’uretra sul glande, si collega al prepuzio. Il frenulo a volte si lacera durante i primi rapporti sessuali, causando sanguinamento. Un frenulo troppo corto (breve) o rigido può causare dolore durante l’erezione e, secondo alcuni, può essere una causa di eiaculazione precoce. Si può ovviare a questo problema con un semplice intervento chirurgico.

Fimosi
La fimosi è un restringimento del prepuzio che rende impossibile il suo scivolamento sopra il glande. Può essere congenita (cioè si nasce così), o più frequentemente acquisita, in seguito a infezioni del prepuzio. Causa difficoltà di erezione ed erezione dolorosa.
Si risolve con un semplice intervento chirurgico, la circoncisione, con il quale si taglia il prepuzio e si lascia quindi il glande scoperto.

La circoncisione viene eseguita in alcune popolazioni (musulmani, ebrei) alla nascita a tutti i bambini a scopo rituale. Anche negli Stati Uniti la circoncisione ha avuto notevole seguito, perché si pensa che possa migliorare l’igiene maschile riducendo il rischio di infezioni.

Prostatite
Le infezioni della prostata sono piuttosto frequenti, anche in giovane età. L’infezione della prostata può dare sintomi quali senso di peso, dolore e bruciore durante l’eiaculazione, disturbi urinari, disturbi dell’erezione. Può anche essere asintomatica, e ci si può accorgere che c’è qualche problema perché nell’ambito di esami per la sterilità, si rilevano alterazioni del liquido seminale. I microrganismi causa di prostatite sono vari, tra cui anche quelli trasmessi per via sessuale. Per la loro diagnosi, è necessario eseguire un esame microbiologico del liquido seminale (spermiocoltura).

La prostata ha una struttura spugnosa, per cui al suo interno gli antibiotici penetrano e si diffondono con difficoltà. Perciò le terapie antibiotiche devono essere prolungate e cicliche.

Ipertrofia prostatica
Si tratta di un problema molto frequente, ma legato soprattutto all’età avanzata. La prostata aumenta di volume, e causa problemi urinari, perché strozza il collo della vescica impedendo un corretto deflusso dell’urina. Si può usare una terapia farmacologia nei casi lievi, mentre per le forme più gravi è necessario l’intervento chirurgico.

Tumore del testicolo
Il tumore del testicolo colpisce gli uomini in giovane età, tra i 20 e i 40 anni. La terapia è chirurgica, accompagnata da radioterapia e chemioterapia. Si tratta di un tumore molto sensibile alle terapie, anche se già metastatizzato, per cui la percentuale di guarigione è molto alta.
Dato che dopo la terapia l’uomo resta sterile, è possibile prima di attuarla fare un prelievo di liquido seminale e congelarlo, per poterlo utilizzare in seguito per ottenere una gravidanza.

Tumore della prostata
È un tumore che colpisce l’uomo in età avanzata, sopra i 50 anni. La prognosi dipende dallo stadio in cui viene diagnosticato, essendo naturalmente più favorevole in stadio precoce.
La terapia è chirurgica, accompagnata o meno da radioterapia e chemioterapia.
Esiste un esame del sangue che può rilevare se vi sia un tumore della prostata (PSA), ma la sua utilità per la diagnosi precoce non è ancora ben stabilita.

Infertilità

Per cause non ancora ben chiarite, si sta assistendo ad una progressiva riduzione del numero di spermatozoi nel liquido seminale, tanto che attualmente l’infertilità di una coppia è da imputarsi per circa il 50% dei casi al maschio.

Cause
In molti casi la causa dell’infertilità maschile non è nota, e si pensa a fattori come l’inquinamento ambientale o la presenza di estrogeni nell’alimentazione.
Ci sono poi cause genetiche, ormonali, malformative, infettive.
La capacità fecondante si riduce con l’età, e come per la donna posporre troppo avanti negli anni il progetto di procreare aumenta gli insuccessi.

Spermiogramma
Lo spermiogramma è l’esame del liquido seminale per valutare la sua capacità fecondante.
Il liquido seminale deve essere raccolto tramite masturbazione o coito interrotto, ed essere esaminato in laboratorio entro 1 ora dall’emissione, tenendolo a temperatura corporea.
La raccolta deve essere fatta a distanza di almeno 3-4 mesi da episodi di febbre, malattia o intervento chirurgico, e a distanza di circa 3-4 giorni da un’altra eiaculazione. Uno spermiogramma anormale deve essere sempre riconfermato da un altro esame.
Si valutano vari parametri:

  • quantità: dovrebbe essere superiore a 2 ml
  • numero di spermatozoi per ml (60-120 milioni); sotto i 10 milioni lo sperma si considerainfertile
  • motilità: gli spermatozoi dotati di movimento dopo 1 ora dovrebbero essere più del 50%
  • presenza di spermatozoi di forma anormale: non dovrebbero essere superiori al 40%
  • presenza di globuli bianchi (leucociti) o batteri, che sono spia di infezioni.

Si parla di azoospermia quando nell’eiaculato mancano spermatozoi, oligospermia quando sono in numero inferiore alla norma, astenospermia quando sono dotati di scarsa motilità, teratospermia quando c’è un’eccessiva presenza di spermatozoi con forma anomala. Spesso queste alterazioni sono associate, e si parla quindi di oligoastenoteratospermia.

Trattamento
Alcune volte è possibile effettuare delle terapie mediche o chirurgiche che migliorano la qualità del liquido seminale, ad esempio la terapia chirurgica del varicole o il trattamento medico di infezioni dell’apparato genitale.
Altrimenti, si attueranno strategie di procreazione assistita. Se il numero di spermatozoi è ridotto si può eseguire un’inseminazione artificiale, nella quale il liquido seminale viene concentrato e fortificato, e portato a più stretta vicinanza della cellula uovo femminile nel momento più idoneo. Se il numero di spermatozoi è bassissimo, l’inseminazione non dà risultato, e si può ricorrere allora alla fertilizzazione in vitro (FIVET) o all’iniezione intracitoplasmatica (ICSI) di uno spermatozoo nella cellula uovo. Anche se c’è un’azoospermia totale è attualmente possibile fecondare l’uovo con uno spermatide, cioè il progenitore dello spermatozoo prelevato con biopsia del testicolo.

Contraccezione al maschile

Purtroppo, nella contraccezione maschile non sono stati fatti grossi passi avanti, e siamo sempre fermi ai soliti vecchi metodi: coito interrotto e preservativo.

Si stanno sperimentando trattamenti con ormoni o vaccinazioni contro gli spermatozoi, ma non sono ancora entrati nella pratica clinica.
Coito interrotto
Si tratta del più antico metodo contraccettivo. L’uomo ritrae il pene dalla vagina prima dell’eiaculazione, che quindi avviene all’esterno.

Durante l’erezione, dal pene fuoriesce una sostanza vischiosa, detta secreto pre-eiaculatorio, che ha la funzione di lubrificare e quindi di facilitare la penetrazione. Analizzando questo liquido, sono stati occasionalmente trovati degli spermatozoi, ma il loro numero è così basso che non dovrebbero essere sufficienti per la fecondazione, anche se questo non si può escludere in modo assoluto.

Gli insuccessi del coito interrotto sono causati essenzialmente dal fatto che non viene eseguito correttamente, cioè il maschio non ritrae il pene in tempo.
È inoltre importante, se si ha più di un rapporto, urinare e lavarsi tra uno e l’altro, per evitare che penetrino in vagina degli spermatozoi rimasti nell’uretra dopo l’eiaculazione precedente. Preservativo

Il preservativo, o profilattico, o condom, è un dispositivo in lattice che si applica sul pene in modo che il liquido seminale non venga in contatto con i genitali femminili.
Oltre all’azione contraccettiva, il preservativo ha il grande vantaggio di evitare il contatto diretto dei genitali maschili e femminili, e prevenire quindi le infezioni sessualmente trasmesse. Sterilizzazione maschile

La sterilizzazione maschile (vasectomia) è un intervento semplice, che si esegue ambulatorialmente e in anestesia locale. Consiste nella legatura o nell’interruzione dei dotti deferenti, nella loro porzione al di sopra del testicolo.
Dopo l’intervento bisogna aspettare all’incirca 3 mesi perché gli spermatozoi scompaiano completamente dall’eiaculato. Dopodiché nel liquido sarà presente solo la secrezione della prostata, delle vescicole seminali e delle ghiandole di Cowper, ma non gli spermatozoi trasportati dai testicoli all’uretra attraverso i dotti deferenti. Il maschio non avvertirà nessuna differenza, e naturalmente non c’è alcuna conseguenza sulla potenza sessuale.

È importante osservare che la vasectomia deve essere considerata una decisione definitiva, perché la ricanalizzazione dei dotti deferenti richiederebbe un delicato intervento di microchirurgia, il cui risultato non è comunque garantito.

Disturbi dell’erezione

L’erezione è determinata dall’interagire di fattori ormonali, nervosi e psicologici. Questi diversi stimoli determinano afflusso di sangue nei corpi spugnosi e cavernosi del pene, che quindi aumenta di dimensioni e si indurisce. Il deflusso del sangue è impedito dalla presenza di valvole, che si chiudono. Al raggiungimento dell’orgasmo, le valvole si aprono, e il pene torna gradualmente normale. Dopo l’orgasmo, c’è un periodo, detto “periodo refrattario”, in cui non può verificarsi l’erezione: questo periodo è breve (anche solo pochi minuti) nell’adolescenza, mentre diventaprogressivamente di ore o giorni man mano che l’età avanza.

La potenza sessuale è massima nell’età adolescenziale e giovanile, e tende a decrescere con il passare degli anni. Intorno ai 60 anni, la maggior parte degli uomini ha una riduzione della frequenza e della qualità dell’erezione.
Anche nei giovani, comunque, non sono infrequenti problemi di natura sessuale, con incapacità (occasionale o persistente) di avere un’erezione sufficiente ad avere un rapporto sessuale (impotenza), oppure con eiaculazione precoce, cioè raggiungimento dell’orgasmo entro pochissimo tempo dalla penetrazione o addirittura prima di essa.

Le cause dei deficit di erezione sono di natura sia psicologica che fisica. Tra le cause fisiche vi sono malformazioni, problemi ormonali, patologie come diabete, arteriosclerosi, malattie del sistema nervoso, uso di farmaci o droghe. È importante osservare che anche in casi classificati precedentemente come di natura psicologica, è stato dimostrato che invece ci sono dei problemi fisici, come un difettoso funzionamento delle valvole dei corpi cavernosi.

Trattamento

Molto spesso i deficit dell’erezioni, soprattutto nel giovane, sono dovuti a cause emotive, e si risolvono spontaneamente con il miglioramento dello stato di stress o cambiando partner.
Alcune volte è possibile trattare i deficit dell’erezione con terapie specifiche, ad esempio curando una prostatite, o intervenendo chirurgicamente in caso di frenulo breve o fimosi, o eliminando farmaci che possono esserne la causa.

In molti casi tuttavia, la causa non è eliminabile o non è nota, per cui si deve ricorrere a trattamenti sintomatici.
La sintesi del sildenafil e simili ha rivoluzionato il trattamento dell’insufficienza erettile, dato che l’assunzione di questo farmaco determina una buona risposta in un’elevata percentuale di pazienti. Il sildenafil agisce sia come vasodilatatore, richiamando una maggiore quantità di sangue nei corpi cavernosi, sia con un meccanismo diretto sulle valvole, migliorandone il meccanismo di chiusura. Il successo di questo farmaco è inoltre dovuto alla comodità di assunzione (per bocca) e alla scarsità di effetti collaterali. Viene usato (temporaneamente) anche nei casi in cui la causa è probabilmente di origine psicologica, perché riuscire ad ottenere un’erezione di buona qualità spezza il circolo vizioso causato da ripetuti fallimenti.

In pratica, le insufficienze erettili, a meno che non vi sia una causa evidente sulla quale è semplice intervenire, vengono attualmente divise in due categorie: quelle che rispondono al sildenafil e quelle che non rispondono, riservando ulteriori indagini e terapie solo a queste ultime.
È importante, se vi sono dei problemi, superare la vergogna e l’imbarazzo di parlarne con il medico curante e, in seconda battuta, con lo specialista andrologo. A volte sarà sufficiente la semplice rassicurazione, altre volte basterà prendere il sildenafil, in alcuni casi potrà essere necessario l’intervento dello psicologo, oppure eseguire esami o terapie più complesse. Bisogna essere fiduciosi e pensare che nella maggior parte dei casi si può raggiungere una soluzione, totale o parziale, del problema.